
martedì 1 giugno 2010
sabato 21 marzo 2009
Accanito

Accanito: non muoverti, non mollare. Molla, molla...no. Alcuni pensano che sia tutta una questione di forza, essere duri. Il carattere forte viene soltanto dall'aver sofferto più di qualcun altro. Un uomo può avere sofferto qualcosa di veramente orribile, ed essendo sopravvissuto, adesso è più forte di quello che era prima. Essere duri viene dall'essere resi duri. Non sembra davvero desiderabile l'essere forte o duro, ma io debbo sopravvivere. Mi sono deciso a perseverare e non mollare a dispetto del dolore che continua a tornare ripetutamente. E questa è l'unica ragione per cui riesco ad andare avanti. E' perché so che smette, anche se solo per un pò, si ferma il dolore per un istante e la vita risplende come raggi di sole dalla finestra del soggiorno. Quando il dolore arriva, mi schiaccia. Io lotto sapendo che durerò più a lungo di lui. Tutto cambia: le sensazioni cambiano, le situazioni cambiano, il dolore cambia. E' una questione di perseveranza. Il dolore infuria dentro il mio cranio come enormi onde che si infrangono sulle rocce. E' una tempesta inflitta da forze sconosciute della natura che non possono essere fermate. Io lotto, ma non posso sperare di abbattere il dolore. No, io lotto per la mia dignità. Io lotto per tenermi la speranza che promette sollievo. Altri uomini e donne hanno fallito in questa stessa lotta. Lo so. Io non li condanno, ne li compatisco. Loro hanno fatto la propria scelta. Tutto considerato, quella scelta non era irragionevole. Anche nella mia stessa situazione, ho resistito 24 anni della sofferenza più squisita che la scienza medica conosca. E' così che i giornali di medicina descrivono le emicranie a grappolo che mi assalgono, Vengono a gruppi: fino a tre volte al giorno per un massimo di cinque giorni di fila. Vorrei vantarmi di aver compiuto qualcosa di difficile, ma la verità è che sono soltanto riuscito a resistere più a lungo del dolore. Colpisce quando colpisce, non c'è nessuna causa prevedibile. Non posso dire che qualcosa in particolare porterà di sicuro il dolore e non sono mai sicuro di quanto durerà. Tutto quello che so è che migliorerà! Se soltanto rimango con esso, e non mollo, allora il dolore se ne andrà. E' questa la mia speranza. Perciò persevero. Io penso molto alla gente che è colpita alla stessa maniera. Continuiamo tutti semplicemente ad andare avanti.
Essendo sopravvissuti, siamo quelli forti. Non abbiamo medaglie appuntate sul petto. Non ci sono certificati, riconoscimenti o placche che possiamo mostrare, La nostra esistenza che continua è la nostra testimonianza. Siamo accaniti. Quando forze al di là del nostro controllo esercitano una terribile pressione su di noi, non molliamo: rimarremo dopo che hanno finito con noi. Non so se altri sentono alla mia stessa maniera, ma mi consuma. A volte mi sento così stanco che è quasi come se potessi semplicemente lasciare andare la presa, e mi domando se non scivolerei, semplicemente, nell'abisso. Io sono stato su quel baratro, ed ho sentito la mia presa cedere fino all'apice delle mie dita. Era come se fossi in equilibrio in un momento senza tempo in cui la scelta era tra una direzione e quella completamente opposta. Potevo andare solo in una delle due direzioni.
Mi sono sempre sporto, ho spinto, mi sono aggrappato e trascinato verso l'accanimento della mia vita. Sono stato sul baratro, ho guardato giù e so che è il mio carattere. Sono accanito.
E se Dio si fosse distratto?

A volte mi sento come un fenomeno da baraccone. Penso di non averci fatto caso prima solo perchè recitavo la parte. Ma che ci posso fare? Sono fatto così, perlomeno adesso. Faccio del mio ,meglio, o come minimo ci provo anche se sembra che possa fare di più. I miei scherzi spesso cadono nel vuoto, le mie battute intelligenti annaspano. La gente sorride a metà e mormora: “ok...”. Non penso che sia un completo rifiuto, però sembra un po' meno di una accettazione totale. Il mio ego è arrivato in un posto dove sono Ok con me stesso e come interagisco con gli altri. Però non voglio alienare nessuno. Dopo tutto mi piace la gente. Oh ci sono state così tante delusioni, ma tutto sommato, debbo dire che sono più a favore della compassione che a supporto di comportamenti dissociativi. . Certo, questo posto rende dipendenza ed amarezza un vero problema. Qualcuno si abbatte, ed ha effetto su tutto quanto intorno. E' una delle ragioni per cui cerco di evitare la sagra della pietà. Fa soltanto casino. Suppongo non sia una cosa normale da dire. Forse molta gente non la metterebbe così. Mi sa che l'approccio normativo sarebbe di dire come sia importante adottare un etica pro-sociale per il bene comune dei membri della particolare unità sociale... Ok, quel linguaggio può essere la normativa di un sociologo o simile. Fantastico, non posso neppure immaginare come possa suonare un'affermazione normativa in questo momento. Se avessi abbastanza tempo forse potrei riuscire a far finta. Non lo so, mi sento semplicemente come un estraneo. E questo va bene in prigione. Non voglio sentirmi uno del gruppo quà dentro, sono riuscito a muovermi dentro di questi cicli con un discreto livello di accettazione.
Andiamo tutti d'accordo, ma non voglio diventare l'amicone di nessuno. Non voglio fare parte della gang, lasciamoli in pace. Io farò semplicemente le mie cose e sarò felice. Per me funziona. Io provo amore e compassione per la gente.... anche per quelli con problemi. La compassione non è sempre la prima emozione, ma può venire dopo, anche se a volte debbo afferrala con entrambe le mani e tirarla fuori dalla mia anima . Può essere difficile accettare gli altri quando sembra che proprio loro non si accettino. Nessun problema: amali comunque. Ci sono persone davvero, davvero poco attraenti. Non voglio dire che sembrano brutti, voglio dire che agiscono brutto, Sto imparando ad essere meno critico da quel punto di vista. Mentre tratto le persone come vorrei essere trattato io e mi sento bene per questo, divento sempre più convinto che sia il modo giusto di sentirmi e di fare parte di questo mondo. Davvero non importa come si comportano, si tratta soprattutto di ciò che faccio io e che mi fa sentire a mio agio nel piccolo posto che occupo al mondo.
O Dio

Mi pento per le cose che ho fatto e non avrei dovuto fare
per le cose che ho detto e non avrei dovuto dire
per le cose che ho pensato e non avrei dovuto pensare
Grazie Signore per la tua benedizione di ieri
Benedici per favore questo giorno e fallo santo
Per favore aiutami oggi a vivere una santa vita
Amen
venerdì 16 gennaio 2009
Tutto quello che ha
C’era una volta, una povera donna anziana.
Suo marito era morto da tempo.
Si rifiniva le dita fino all’osso
Per dare da mangiare alla sua famiglia.
Faticava per ogni pasto che mangiavano.
E si impegnava quotidianamente
Per produrre a malapena ciò che abbisognavano di più
E mantenerli tutti in vita.
Non aveva mai posseduto nessuna bibbia.
Dai sermoni che aveva ascoltato,
sebbene talvolta non ci fosse cibo da mangiare,
lei li nutriva con le parole.
Si alzava presto ogni domenica mattina.
E camminando mentre cantava.
Percorreva un miglio con scarpe consumate
Per rendere la sua offerta.
Non si fermava a pensare che cosa
Le riservasse il giorno dopo.
Tra le lacrime pregava, “Io Dio ti amo.
Vorrei poterti dare di più.”
Alcuni ricconi, mostrando il loro disdegno
E traboccante orgoglio,
risero quando videro quella donna
lasciando cadere i suoi due ultimi centesimi.
Ogni settimana lei dava tutto ciò che aveva
Perché amava il Signore.
E siccome dona tutto dal suo cuore
Lei se ne guadagna una grande ricompensa.
Kapoe.
La Battaglia
Amici miei ascoltate me,
e le mie storie che racconto.
Sono sicuro che un po'di voi,
Anche perdendo,
il Signore lo sa che non mi sono ritirato.
Ma quando la mia donna mi ha lasciato,
sono caduto in ginocchio.
L'ho pregata di avere pietà,
con la mia voce udita solo dalla brezza.
La sua arma era il io amore per lei
e con essa lei mi ha accecato.
Poi mi strappò il cuore
gettò la mia anima in mare
nessun contrattacco
non c'era tempo per ritirarsi.
Non sapevo della battaglia
e così ero già vinto.
Quindi vi dice amici,
prima di provare ad amare.
Ricordate la mia storia
e se doveste perdere come è successo a me,
il dolore d'amore vi rincorrerà
fino al giorno della vostra morte.
ha una storia simile.
La mia riguarda la donna,
che ho preso in moglie.
Come ha fatto diventare dolore il mio amore.
Non importa quanto ho provato.
Adesso ho fronteggiato la battaglia
mai scoraggiato sempre orgoglioso.
Scrivetemi:
Clinton Everett
J76643 310-1-19U Po box 9
USA
sabato 15 novembre 2008
Perchè?

causa così tanto dolore
Il dolore che lei sente per
l’amore che non può avere
Il dolore che lui sente per
le volte che lei se ne va
Il dolore che lei sente sapendo
che altri soffrono
Il dolore che lui sente per
gli anni da scontare
Perché questo amore è così forte
Perché non la può dimenticare
Perché non lo può dimenticare
Perché non possono essere felici
Perché non può darle
quello di cui lei ha bisogno
Perché succede sempre
che il dolore
sembra non finire mai
Perché non posso fuggire
debbo sempre essere schiavo
di questo amore, questi sentimenti
che sembrano non finire mai
Perché credono nel felici-per-sempre
hanno poco tempo insieme
e la vita li separa
Oh, ma quei momenti
Raymona

una maschera di lacrime.
Ti ho osservato con l’angolo dell’occhio mentre
dormivi, ho visto la tua confusione.
Perché vuoi la mia attenzione? Un medico non
sono, provvedere a te, quello posso. Ma perché?
Se solo per ritornare. Voltare, si dovrebbe dire…lo so.
Dalle ombre più scure, sono stato! Senza logica,
sentimenti, od aprezzamento dei fatti reali,
io vedo ciò che senti.
Notevolissima all’inizio questa apparenza
d’improvvisa illuminazione, l’immaginazione del cuore,
che emette un rifiuto affrettato,
considerando i sentimenti dell’esperienza passata.
Sono stato colpito, e come un tale esempio,
posso raccontare… Ero mosso dal tuo anticipato
spettacolo di chiacchiericcio senza senso,
il concetto che spiega il tuo stesso essere. M’inchino
al motivo della tua pazzia.
Legati dai dati del tempo, senza pensare,
ci riserviamo ciò che accettiamo.
E che dire del tempo, forse qualcuno
l’ha visto di recente?
Grazie
Paulie
martedì 11 novembre 2008
Solamente Fede

La sua salvazione mi ha soccorso.
I miei peccati sono spariti. La mia anima è libera.
Ma io ho fatto del male mio Signore.
Ci sono cose per cui debbo pagare.
Per le sofferenze che ho generato.
Per favore fammi vedere come pagare i miei debiti.
Dall'alto del Suo trono del giudizio,
Lui puntò a terra, verso i miei piedi.
Io guardai dentro ad una fossa.
La Sua voce tuonando disse," SALTACI DENTRO."
Nel profondo della fossa, nè luce nè suono.
Giusto il pensiero mi faceva già battere il cuore.
Se è ciò che vuoi, Signore, ci proverò.
Ma promettimi che non morirò.
"NESSUNA PROMESSA IO TI RENDERò.
ABBI FEDE, CIò CHE SUCCEDERà DEVE SUCCEDERE."
Io odio così tanto la sofferenza che ho causato.
Io allargai le mie braccia e chiusi i miei occhi.
Io rimisi la mia fede a Dio lassù.
Io piegai le mie ginocchia e mi lanciai.
Io non osavo pensare a dove sarei atterrato.
Poi sentii la Sua mano sul mio braccio.
Aprìì i miei occhi e stavo lì
sul solido terreno e tutto era a posto
Lui disse, "FIGLIO MIO, HO PULITO I TUOI PECCATI.
Fà ATTENZIONE A DOVE VAI, NON DOVE SEI STATO."
Kapoe
Un'invito alla preghiera

Saluti.
Salve e possa la pace essere con voi. In questi momenti
d'incertezza il nostro Presidente insieme con i Leaders
del nostro mondo stanno affrontando una serie di situazioni
critiche sia a casa che all'estero. Dall'economia fino
alla pace nel Medio Oriente la catena senza fine
di problemi che loro affrontano richiede che decisioni
sagge e mature vengano prese.Sono sicuro che
il processo decisivo utilizzato sia uno difficile.
Per favore pregate con me affinchè Dio conceda
ai nostri Leaders la saggezza e comprensione
necessarie a governare i nostri paesi ed a
condurci verso tempi di pace e prosperità.
Possa Dio benedirvi in tutto ciò che fate.
Scrivimi:
Daniel Larson - F40838
310-1-9L Po Box 9
Avenal, CA 93204
USA
lunedì 23 giugno 2008
Seguimi

Mi sacrifico a Lui.
Mi servo del divenire.
Il mio vecchio Io deve essere crocifisso e morire per peccare ogni giorno.
Se debbo camminare come Gesù camminò allora questa è l’unica strada.
Lui è con me sulla strada ogni giorno per guidarmi pazientemente.
Lui dice, “Ho gia fatto questa strada prima. Devi soltanto seguirmi.”
Se darò la mia vita a Lui
Lui me la restituirà.
Io cambio il senza volere per il meglio e vivo eternamente.
Il prezioso oro che amiamo sulla Terra e che accumuliamo nei nostri pellegrinaggi, non può essere comprato col meglio del Cielo.
Là lo si usa per asfaltare le strade.
Kapoe
I Rams dominano
sabato 21 giugno 2008
La tua foto

la tua foto vicino al mio letto.
Sognando del futuro,
fantasie su di te, e su me, corrono nella mia tersta.
Perché sei veramente bella,
e le tue lettere significano così tanto.
Vorrei incontrarti di persona,
per sentire il tuo dolce tocco.
Puoi guardarti negli occhi,
e sentire l’anima che sta dietro.
Ma per adesso, ho soltanto la tua foto,
e tutto ciò che mi immagino.
Io ho fede, mia cara, perché so,
che a volte i sogni diventano realtà.
E questo è il motivo per cui tutti i miei sogni,
sono piempiti soltanto di te.
Adesso metto su carta tutte queste parole,
che puoi aver sentito di già.
E’ perché chiunque può usarle,
e sono parole, niente di più.
Ciò che devi osservare,
sono invece le intenzioni che nascondono.
Queste parole che dico alla tua foto,
che appesa vicino al mio letto.
Clinton Everett
J76643 310 – 1 – 19U
Avenal, CA 93204
venerdì 20 giugno 2008
mercoledì 18 giugno 2008
Io perdono me

Io conosco il mio cuore (inspira)
Ed Io perdono me (espira)
Io conosco la mia anima (inspira)
Ed Io perdono me (espira)
Io conosco la mia vita (inspira)
Ed Io perdono me (espira)
Io conosco la mia mente (inspira)
Ed Io perdono me (espira)
di nuovo da A
Perdonare me stesso chiude il conflitto interiore auto-distruttivo.
Se qualcuno mi capirà e mi amerà la cosa deve cominciare
con me stesso. Mentre dico questo mi immagino Angeli che
mi circondano, riempiendomi dell'amore di Dio.
Provo accettazione e pace interiore.
Dave14
Un'altra possibilità

Caro Dio, perdona il mio pazzo orgoglio.
Possa io imparare dalla mia vergogna.
Ho rovinato oggi un’altra possibilità per glorificare il tuo nome.
Caro Dio, aiutami perfavore ad essere preparato.
Ficcalo nel mio cuore.
Che io stia pronto con uno scudo in mano per confrontare ogni freccia del diavolo.
Perfavore tieni la tua luce dinanzi ai miei occhi in tutto ciò che faccio.
Che io possa restare sulla strada che ho scelto di camminare per Te.
Metti tanto amore nel mio cuore che io non possa neppure vedere le strade verso cui punta il diavolo che porta lontano da Te.
Possano tutti i miei passi essere inspirati da Te e non da stupido orgoglio.
Così che tutti possano vedere la Tua mano guida e che Tu sia glorificato.
Amen
Kapoe
lunedì 9 giugno 2008
Il giorno in cui ho comprato una valigetta di cartone (Ernie il Re del cartone)

I
Mai e poi mai mi sarei immaginato di veder arrivare il giorno in cui avrei comprato una valigetta porta-documenti di cartone; ed invece, eccolo qua!
A dir la verità non si tratta proprio di una valigetta quanto più che altro di una scatola molto elegante. E’ fatta di cartone molto resistente ed al tempo stesso sottile (penso sia quello delle spedizioni che arrivano dalla Prison Industry Authority). Sta in piedi da sola, proprio come una vera valigetta e su uno dei lati lunghi ha persino un’indentatura semicircolare per afferrare con più facilità i raccoglitori e le riviste all’interno. Su uno dei lati corti ha due piccole tasche protendenti, sempre rigorosamente di cartone: la prima per penne e matite e la seconda, minuscola, per gomma e tempera-matita.
Le rifiniture sono così curate che anche i profili, che normalmente avrebbero esposto le venature ondulate del cartone, sono stati coperti con striscioline di carta ricavare dallo stesso pezzo di materia prima. Il tutto incollato con cura e poi addirittura rifinito con carta smeriglio per ammorbidire gli inevitabili stacchi.
L’artigiano che ha dato vita a questa creazione di chiama Ernie e nella vita normale fa il carpentiere: mi viene facile credere che sia un carpentiere in gamba dopo aver visto cosa riesce a fare con del semplice cartone. Sto scrivendo su una tavoletta “made in Ernie”, gli ho visto cucire ed incollare curiosi tavolini da caffé, robusti scaffaletti per televisioni, eleganti contenitori per i pezzi degli scacchi oppure semplici cestini per la spazzatura. Tutto quello che il rigore carcerario ci fa mancare, Ernie lo crea dal nulla: dal cartone.
Io sono una persona ordinata all’eccesso, quasi anale nella mia precisione, qualcuno potrebbe dire e deve essere per questo che ernie l’altro giorno mi ha avvicinato e spiegato il suo progetto per me.
Forse gli sembravo goffo nel cercare di tenere in ordine tutti i miei fogli, scritti e riviste cercando d occupare in fretta uno dei pochi tavoli disponibili. Il lusso dell’ordine mi sarebbe costato due dollari, ma è diventato un intero deodorante dopo che ho visto Ernie esercitare la sua magia sulla valigetta per un giorno intero (ben tre dollari al valore di mercato corrente.
Ernie è un tossicodipendente ed una volta, parlando con me mi ha confessato senza ombra di imbarazzo di amare la sua droga; forse si farà di nuovo quando uscirà da questo posto.
Di sicuro vedendo quelle sue mani plasmare il cartone non ho potuto fare a meno di pensare che ci debba essere un modo migliore: Ernie ci starebbe così bene a bere un bicchiere di Chianti con un paio di tipi che conosco io a Borgo a Buggiano J.
Come faccio a spiegarvi la gioia che si prova nel riuscire a tenere in ordine quattro fogli di carta dopo aver vissuto per tre anni con metà della tua roba in sacchetti come un senzatetto?
Di sicuro di spiegazioni non ne ha bisogno Wayne (è lo stesso delle poesie da suicidio di questo blog)*; appena ha letto la felicità nei miei occhi ha cominciato a disegnare sulla valigetta false etichette con i nomi delle prigioni e degli aeroporti del mio incubo lungo quattro anni.
Così, oltre all’ordine regalatomi dal Re del Cartone, posso anche immaginarmi di respirare l’aria viziata di quei terminali d’aeroporto che ormai stentavo quasi a ricordare.
Almeno fino alla prossima ispezione…. L
Carlo Parlanti F25457
310-1-12U
Il Re del Cartone è:
Ernie Gutierrez F37883
310-1-14L
sabato 7 giugno 2008
All'improvviso

Kapoe
Proteggimi

Il freddo sale fino alla mia anima
Norman Wayne Willhoite C29683
Girovago

Risvegliato dalle cose intorno, anche quelle più
Noi siamo ciò che pensiamo, tutto ciò che siamo,
Per l'incontrollabile non c'è saggezza.
