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venerdì 19 ottobre 2007

Leggero come una piuma

Leggero come una piuma, sto,
e quando mi giro a guardare indietro al pericoloso cammino che ho percorso,
stupito ringo all'aver scampato per così poco le scarpate messe di fronte a me.
Adesso il mio sforzo a procedere si circonda di un'atmosfera di mistero ed intrigo.
Debbo arrivare alla fine del mio viaggio,
così da vedere i sorrisi di coloro che amo.
Il mio cuore agogna quel momento di estasi quando le mie lacrime sgorgheranno di pura gioia alla vista della mia cara piccola.
Lascia che la mia convinzione si rinforsi ancora alla realizzazione dell'essere.


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Paul Lara V76259
350-1-55y Po box 9
Avenal, CA 93204
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domenica 14 ottobre 2007

Risvegliato


Combattuto tra orrori io sono, i misteri della vita ricerco,
ma il velo davanti ai miei occhi spesso come fumo ha riempito la stanza,
separandomi per il momento.
Mi sono messo contro cio che sta in agguato nelle ombre.
Sto salendo al di sopra dell'ignoranza e non ho accettato i limiti e le illusioni dell'ambiente umano.
Per guidare il desiderio di imparare dentro di me,
di crescere e poi insegnare,
con le parole e con l'esempio.
Debbo capire a cosa obbedire!
Mi risveglio con un piano completamente disegnato nella mia mente,
come se il mio cervello dormiente ci avesse lavorato su tutta la notte.


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Paul Lara V76259
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sabato 13 ottobre 2007

Virtù

Me ne sto nell'ombra mentre osservo il venire e l'andare delle cose intorno.
Lo spirito che impregna tutta l'aria,
è ignorato dalla maggioranza del pericolo che possiede!
Quando il sole è alto e le masse si avvicinano,
riesco a sentire la caotica energia della voce ed il suo richiamo per me.
E' pericolosa questa energia così forte,
ma io ne sfrutto quel poco che riesco a gestire.
Luccicanti nell'oscurità,
ci sono delle istruzioni nella forma di comandi di una sola parola...
Ascolta, senti, pazienza, silenzio, gentilezza, forza,
calma, umiltà, coraggio e rispetto,
e la lista continua.
Sono arrestato!


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Paul Lara V76259
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giovedì 11 ottobre 2007

Siamo tutti un po emigranti


I libri di storia sono pieni delle vicissitudini dei più famosi movimenti migratori. Alcuni crescono e si sviluppano in silenzio all'interno di ambiti nazionali come la "dust bowl migration", resa famosa da un capolavoro di Steinbeck, che negli anni della depressione statunitense portò centinaia di miliardi di contadini dal mild west alla California. Altri esplodono rumorosamente attraversando confini nazionali ed addirittura continentali, come il recente "assalto all'oro" che sta diventando l'ancora di salvezza per cosi tante disastrate popolazioni africane. Ad essere onesti nessuno di noi può esumersi dal contare nel passato della propria famiglia un qualche movimento migratorio. Infondo, la storia della civilizzazione è anche la storia delle migrazioni dell'umanità. Infondo siamo tutti un pò emigranti. In qualche modo i grossi flussi migratori sono sempre generati da un bipolarismo del tipo disastro-speranza. Da una parte abbiamo una spinta spesso consistente in una vera e propria minaccia per la vita di intere popolazioni come povertà, fame, genocidi, etc. dall'altra un catalizzatore di speranze per un futuro migliore o meno pericoloso come il "sogno americano" del secolo scorso o quello europeo corrente. Ed è proprio con questo bipolarismo che nascono i problemi associati in gran parte migratori più grandi. Si perché i possessori di quel "benessere da sogno" sono determinatissimi a difenderlo dall'usurpazione degli emigranti. Negli Stati Uniti immigrare clandestinamente è un reato federale, punito con ben tre anni di carcere. In qualche modo deve essere sfuggito al legislatore a stelle e strisce che per un povero messicano che rischia di morire di fame la "minaccia" di tre anni di vitto e di alloggio pagati in un carcere USA non rappresenta esattamente un efficace deterrente. Ed infatti l'ondata migratoria che colpisce il Sud degli States è più forte che mai.
Ma non è la migrazione in se stessa a rappresentare un pericolo per il benessere della popolazione oggetto del flusso, quanto semmai la serie di possibili eccessi che quasi inevitabilmente si accompagnano a questo tipo di ondata. La migrazione in se e per se è anche un bene, perché, per esempio, facilita enormemente gli scambi fra culture mature. Recenti studi hanno dimostrato come lo sviluppo di comunità separate sia massimizzato da scambi limitati in volume e nel tempo, un pò come accade nel caso di ondate migratorie. Questo tipo di modello risulterebbe essere più efficiente non solo di comunità completamente separate, ma anche addirittura di comunità in costante contatto di tipo "globalizzato". La migrazione in se e per se è sempre un bene, perché, sempre per esempio, risponde nella maggior parte dei casi ad un esubero di posti di lavoro "poveri" disponibili nell'economia ricevente. Al giorno d'oggi in Italia esiste un cronica mancanza di base e di supporto, ed ecco che i Paesi dell'est europeo sono pronti a fornire tale personale. Abbiamo agenzie in Italia che si occupano di reclutare questo personale, istruirlo sia nella lingua italiana che in tecniche ospedaliere, ed aiutarlo con il completo processo di immigrazione. In California sussiste un ancor più cronica mancanza di operatori agricoli per soddisfare le necessità lavorative del "giardino degli USA" ed ecco che prontamente il Messico soddisfa questa necessità di personale, anche temporaneo o stagionale. Negli States e nell'Europa mancano programmatori e disegnatori per rispondere all'esplosiva richiesta di siti sistemi e siti internet ed ecco che l'India, il Sud Africa ed alcuni Paesi dell'est Europeo rispondono più che volentieri a quella necessità. Quello che insomma dovremo combattere non è l'ondata migratoria, bensi la disorganizzazione che nasce intorno a questi movimenti, soprattutto nei momenti in cui essi diventano più grandi tanto da sfuggire ad un controllo sistematico. E' in questi momenti che la crescente disperazione fa nascere i gommoni della speranza, fa straboccare i centri di accoglimento, sino a farli assomigliare al lager, trasforma il migrante da cercatore di lavoro al ricercatore di sopravvivenza disposto al crimine pur di non morire. Siamo tutti stati emigranti, in un momento o un altro della storia, e con questo pensiero in mente dovremmo smetterla di cercare di bloccare qualcosa che è parte dello sviluppo della civiltà, per cercare invece di 'capirlo' e di 'organizzarlo' al massimo in modo da evitare, per quanto possibile, le degenerazioni che sono il vero nemico, nostro e degli emigranti stessi.



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Carlo Parlanti - F25457
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martedì 18 settembre 2007

Pena nascosta


La bellezza che giace dietro le ferite e la pena, che ha sofferto per colpa di
quelli che professavano di amare e di interessarsi, sta usando tanto impegno
per risalire alla superficie.

E' così stancante rimanere aggrappati ad un sottile filo di speranza, per un
futuro che valga la pena di vivere.

Perchè grigi sono stati i giorni ed ancora con spaventata anticipazione del
domani, io rimango.

Nel mezzo della notte io trovo il mio conforto, negli scuri recessi della mia
mente.

Contraddittori sono i miei desideri, così come i fatti sono contro di me.

Devo trovare una via verso una strada sicura sebbene possa essere stretta,
perchè la semplicità porta contentezza.

Tutto il male sta in agguato, dietro un sorriso, chi sa? Una risata potrebbe
nascondere buie intenzioni. Quindi fa attenzione all'uomo che finge di
zoppicare.

Perchè la bellezza si vede da lontano, è genuina, così avvicinandosi di sbiego,
lentamente ma di sicuro, quell'immagine che vedi, diventa il riflesso di te
stesso.



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Paul Lara V76259
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domenica 16 settembre 2007

Lasciar perdere


Posso vedere la tua mente, attraverso i tuoi occhi, e nonostante la stanchezza e le tue lacrime di frustazione, lo spirito di nobiltà tu lo possiedi.

Mi avventurerò a dire, che il tempo ha regalato urgenza ai tuoi passi, e con radicale determinazione, tu puoi costruire un futuro che valga la pena di vivere.

Ascoltami, ti do un consiglio. Anche se con sforzo, devi cacciar via le memorie, affinché non ti consumino con tristezza e rabbia.

Non ti inginocchiare davanti a nessuno confessando ignoranza! Perchè tu ben sai cosa si deve fare.

Tu hai reso schiavi i tuoi ricordi, per quanto bui essi siano. Accendi una luce su di loro e se ne andranno.

Le mie stesse paure mi imbarazzavano, ma non più. Le ho accese di proposito, e dentro i pacifici risvolti del mio cuore, giace questa fiamma, bruciando per sempre...che è amore.



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Paul Lara V76259
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venerdì 14 settembre 2007

Riflesso


Hei Paulie, lo so che ti ha fatto effetto.

Lo so che sei stato in una galassia, dove sei stato esposto al dolore, alla sofferenza, alla tristezza, alla fame ed alla sete.

Lo so che hai visto tutti i tipi di conflitto per l'abuso di droghe, l'abuso fisico e sessuale.

Lo so che hai visto l'inizio della vita e la sua fine.

Lo so che hai provato l'avere a sufficienza e l'avere solo il bisogno.

Lo so che sei stato vicino alla morte in numerose occasioni. Che hai visto persone amate morte e persone amate morire.

Lo so che hai udito i pianti degli altri ed il tuo stesso.

Lo so che sei stato accoltellato, che ti hanno sparato, e lo so che hai fatto la tua parte accoltellando e sparando e colpendo i tuoi bersagli.

E' questa la felice curiosità, non eri da solo. Io ero con te in ogni momento...si, quello davanti a te nello specchio.



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Paul Lara V76259
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