mercoledì 18 aprile 2007

Il pianto di un piccolo bambino


Il pianto di un piccolo bambino

Mettere in moto il giorno che segue domani, per l’esistenza di quel futuro che ancora non c’è.
Oggi è il futuro, perché domani può non arrivare mai.
Nella ricerca della pace, la vittoria dev’essere ottenuta con ostacolo illusioni che non possono essere evitate.
Oh, adesso io desidererei non essere visto da nessuno,
Udito da pochi ed abbracciato da UNO.
Mentre impegno così tanto nel tener alto il mio nome, l’estensione può solamente arrivare tramite il pianto di un piccolo bambino.
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Paul Lara V76259
350-1-55y Po box 9
Avenal, CA 93204
USA

sabato 14 aprile 2007

La falsa 'disperazione'


E' purtroppo tornato recentemente alla ribalta il problema dell'abbandono dei neonati, e lo ha fatto di nuovo con una delle sue forme più ripugnanti: il cassonetto. Di sicuro ognuno di noi si sarà chiesto, in un momento od in un altro, che cosa spinga una donna, una madre, a condannare il proprio figlio alla morte sicura, abbandonandolo tra i rifiuti. E di sicuro, ognuno di noi avrà fallito nel cercare la tanta malvagità che sarebbe necessaria a giustificare un tale atto. Non c'è probabilmente nessuna premeditazione, nessuna spinta omicida, solo una qualche disperazione che alberga nell'inconscio, forse al limitare della malattia. Di sicuro qualcosa così pesante da far sembrare una "soluzione" l'orrore di uccidere un neonato. Il ben pensante e borghese in me, a questo punto, urla "ma più che garantire assistenza per qualunque neonato, nessuna domanda chiesta, cosa dovrebbe fare la società?" Ma poi, torno a pensare a quella donna e a cercare di immedesimarmi. E' forse la vergogna per una qualche macchia, oppure, la paura dell'ostracismo sociale? L'allontanamento dal gruppo per aver compiuto "atti impuri" fa così tanta paura da arrivare a cancellare le "prove della colpa" per cercare di ricominciare da zero? E diventa così inevitabile pensare che, forse, di fronte a queste disgrazie abbiamo un pò fallito tutti. Ma in cosa esattamente? Probabilmente è il meccanismo educativo che governa gli sbagli ad essere proprio lui stesso sbagliato. Perdonatemi se potete l'infantile gioco di parole. 'Sbagliamo', e la nostra mente salta, terrorizzata, alla 'punizione', alla 'espiazione'. E' quanto di meno costruttivo si possa insegnare. Una mente 'efficiente', con un'attitudine 'positiva', dovrebbe saltare subito alla ricerca di una possibile 'correzione', quando si accorge di aver commesso un errore. Non è proprio questa la differenza tra 'bigotto' ed 'illuminato'? Cosa può esserci di così brutto dietro ad un figlio, sia pure illegittimo? Una brutta storia, la povertà, un abbandono, dei famigliari intransigenti? Ognuna di queste cose è sicuramente molto meno grave dell'omicidio di un essere umano. Ognuna di queste cose potrebbe essere affrontata se solo una certa spinta educativa ci aiutasse nella ricerca di una 'soluzione', invece di annegarci nella disperata attesa dell''espiazione'. Ogni grossa tragedia dovrebbe farci piangere e poi farci pensare "Ed adesso come la metto a posto?" E invece, qualche volta cadiamo nella più profonda disperazione, senza la capacità di reagire, al punto da distruggere letteralmente tutto nell'insensata speranza di poter ricominciato da zero. A rischio di sembrare scontato ripeterò che probabilmente nel nostro processo educativo dovremmo rimuovere un pò di bigotta attesa della punizione e magari aggiungere un pò di fondato ottimismo, un pò di 'bicchiere mezzo pieno'. Insegniamolo quel costruttivo approccio alla vita che ti dice che dopo aver sbagliato il meglio che puoi fare è rimboccarti le maniche e mettere a posto, o per lo meno, fare il massimo per rimettere in ordine. Avvolte penso che sia un intera "fetta" di filosofia mancante nella nostra cultura occidentale. In molte culture orientali i bambini studiano e praticano meditazione imparando a vivere nel presente. Questo perché ossessionarsi per il passato significa bruciare inutilmente tra rabbia e falsi giudizi, e angosciarsi per il futuro significa lottare contro mulini al vento che il più delle volte non si materializzano neppure. Infondo, se qualcosa può essere fatto per risolvere il problema, perché preoccuparsi? E, se niente può essere fatto per risolvere il problema perché preoccuparsi?
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Sarò felice di leggere e rispondere ai vostri commenti mi potete scrivere :
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Carlo Parlanti - F25457
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martedì 10 aprile 2007

Disillusa condanna di un sorriso


La seduzione che porta alla disillusa condanna di un sorriso.
Riesce perciò a vivere il sorriso della bellezza, perché è la migliore presentazione dell’invisibile?
Perché quando dato, un sorriso può invitare all’amore ed all’amicizia, e dare il benvenuto alla morte ed ad un disordine di emozioni.
La bellezza potrebbe essere un ponte, ma non possiamo esserne così certi.
Il misto di verità e fantasia poetica ha fatto smarrire qualcuno.
Di nuovo, sto qua sdraiato a pensare alle infinite possibilità dell’amore, rattristato dalla contentezza di tanto tempo fa, io devo dire, per favore ritorna.
Ieri sembra così distante, domani almeno altrettanto, ed oggi per quel che sembra, non è né qua né la. Anche se personalmente sono deludenti gli occhi di colui che piange.
Ventilare le nostre emozioni illumina il volto, ciò non di meno, sia nero il suo marchio, se viene a mancare la libido.
Come le onde si infrangono l’una sull’altra, così fanno le emozioni.
Quindi asciuga le lacrime dai tuoi occhi, così che ci venga permesso a te ed a me proprio quella cosa che noi volevamo.
Una grata ammissione è per il permesso di esprimere.
L’importanza di influenzare il romantico stile dell’amore.
Attraverso tutto il mondo i limiti non sono collegati.
Nei momenti di desiderio più profondi, io ti incoraggio a non prendere una decisione finale con rabbia, in questo modo l’ampiezza di questa nostra amicizia condurrà le nostre mani a stimolare.
Io ho quel tipo di responsabilità che si irrigidisce al rifiuto, quindi abbraccia l’uomo che sta da solo, cercando una donna da poter chiamar sua.
Paulie
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Paul Lara V76259
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sabato 7 aprile 2007

Immagini del cuore


Immagini del cuore è quello che si dà, così, attraverso un duro ed appassionante lavoro
domande ridirette, si continua semplicemente ad estendere la grande tradizione del fuorviare.
Io continuo appassionato, come mi è stato insegnato dal mio ambiente, per provare di più. Perché la percezione dell’invisibile è tempo legato, e mi trattiene in questa sicura cecità, che consente di vedere cose di altro tipo, ciò che io non posso escludere come essere.
Prima debbo descrivere cosa sto cercando, istruzioni dell’arte del vedere ce l’ho di già, ed attraverso il mio sguardo furtivo cerco.
Mi aggrappo alla terra che mi fa smarrire e non appena ho guardato nello specchio e visto la sua faccia, adesso che è legato e viene interrogato, non può più correre via.
Debbo aprire completamente le porte e camminarci attraverso
Paulie

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Paul Lara V76259
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giovedì 5 aprile 2007

Voglio Morire




Ho fatto preparativi per cercare di sopravvivere al giorno di distruzione in arrivo,
il giorno di decadenza e Marciume.
Nel Mentre il mio volto da spazio al sonno ed i miei ospiti si sentono a disagio intorno a me, banchettano per la felicità dei loro piccoli cuori, raggiungendo la maturità, solo per essere intrappolati con me, fino ad un momento indefinito, magari anche per sempre.


Scrivigli per non farlo sentire solo (ndt)
Paul Lara V76259
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martedì 3 aprile 2007

Da Babbo Natale vorrei....




Il mio nome è Mel ho saputo da Carlo che cercava di dare una voce alla prigione di Avenal con un Blog su internet.
Ho pensato che sarebbe stata una buona opportunità anche per me per dar voce alla mie opinioni e trovare una maniera di parlare o corrispondere al di fuori di questo ambiente.
Mi sa che adesso devo dire un po’ di me stesso
Sono davvero una persona alla mano: le cose che mi mancano di più sono vedere posti, fare “cose” (stuff come diciamo qua).
Mi manca anche l’amicizia e particolarmente la mia migliore amica di un po’ di tempo fa, insieme a cui facevo praticamente tutto.
Lei purtroppo è adesso molto malata e non sono neppure sicuro che la troverò ad aspettarmi quando mi rilasceranno.
Cerco di sostituire queste attività, adesso impossibili per me, con delle lezioni in elettricità ed idraulica; forse presto mi faranno giocare un po’ anche con il condizionamento, ma credetemi sono un rimpiazzo veramente povero per libertà ed andare in giro!
Il piu grosso problema in questo posto è la mancanza di vera amicizia : nessuno è veramente affidabile, è impossibile trovare qualcuno a cui importi.
Se potessi chiedere un regalo a Babbo Natale, qualunque regalo, è questo che probabilmente chiederei : qualcuno a cui importi.
Mi sento spesso solo sebbene sia costantemente circondato dalle vite e dai suoni di più di 400 altri prigionieri.
Insieme a queste poche frasi su me stesso lascerò anche il mio indirizzo nella speranza che qualcuno lo trovi interessante provare a corrispondere con me (In inglese ndt)

Mel Tarpley V03978
350-2-58U Po Box 9
Avenal, CA 93204
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lunedì 2 aprile 2007

Maledizione = Ingiustizia


Così perso tra meraviglia e perplessità!
Io ho un compagno non visto.
La mia stessa voce era un urlo soffocato,
quando ho notato l'orribile fiamma di quegli occhi brucianti.
Oh il profumo ed il tocco! La passione ingiusta e diabolica
di un professato amante della mia vita
e del protettore di essa, mi ha inflitto più danno che bene.
L'innocenza assicurata dalla gioventù, ha aperto a domande
perche'
un triste e malinconico sguardo io avevo del crepuscolo.
Un piccolo e triste bambino, io sono, i cui sogni
sono stati fatti a pezzi.
Se posso far finire questo tormento lo farò!
E tu cosa Farai?
Lotterai per me?

Paul Lara V76259
350-1-55y Po box 9
Avenal, CA 93204
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